Blog
Contenuti: Bodybuilding e fitness • Mamme in Forma • Copywriting & Writing • No Gourmet • Traduzioni: una scoperta gastronomica • I Speak AmEnglish
27-08-2010 • Termini delle etichette USA (fonte FDA)
La Food and Drug Administration (Agenzia per gli Alimenti e i Medicinali, abbreviato in FDA) fornisce indicazioni sui termini della lingua (inglese) da utilizzare per l'etichettatura e le pubblicità dei prodotti.
la FDA è l'ente governativo statunitense che si occupa della regolamentazione dei prodotti alimentari e farmaceutici. Esso dipende dal Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani degli Stati Uniti.
Ha come scopo la protezione della salute dei cittadini attraverso regolamenti che controllino la messa sul mercato dei prodotti che sono sotto la sua giurisdizione, tra cui gli alimenti e gli integratori alimentari.
Senz'altro vi sarà capitato di vedere etichette statunitensi che riportano particolari dizioni.
Ve ne diamo la traduzione letterale ma soprattutto il significato legislativo. Capirete che si può dire "zero" senza che sia davvero 0.
la FDA è l'ente governativo statunitense che si occupa della regolamentazione dei prodotti alimentari e farmaceutici. Esso dipende dal Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani degli Stati Uniti.
Ha come scopo la protezione della salute dei cittadini attraverso regolamenti che controllino la messa sul mercato dei prodotti che sono sotto la sua giurisdizione, tra cui gli alimenti e gli integratori alimentari.
Senz'altro vi sarà capitato di vedere etichette statunitensi che riportano particolari dizioni.
Ve ne diamo la traduzione letterale ma soprattutto il significato legislativo. Capirete che si può dire "zero" senza che sia davvero 0.
Fat-Free
"senza grassi": meno di 0,5 grammi di grassi per porzione, senza aggiunta di grassi od oli.Low fat
"pochi grassi": 3 grammi o meno di grassi per porzioneLess fat
"meno grassi": 25% o meno di grassi rispetto ad un altro alimento preso per il confrontoSaturated Fat Free
"senza grassi saturi": meno di 0,5 g di grassi saturi e meno di 0,5 g di acidi grassi trans per porzione.Cholesterol-Free
"privo di colesterolo": meno di 2 mg di colesterolo per porzione e 2 g o meno di grassi saturi sempre per porzione.Low Cholesterol
"basso contenuto di colesterolo": 20 mg o meno di colesterolo per porzione e 2 g o meno di grassi saturi sempre per porzione.Reduced Calorie
"a calorie ridotte": almeno il 25% di calorie in meno per porzione rispetto ad un alimento preso come termine di paragone.Low Calorie
"ipocalorico": 40 calorie o meno per porzione.Extra Lean
"extra magro": meno di 5 g di grassi + meno di 2 g di grassi saturi + meno di 95 mg di colesterolo per 100 g di carne, pollame o pesce.Lean
"magro": meno di 10 g di grassi + meno di 4,5 g di grassi saturi + meno di 95 mg di colesterolo per 100 g di carne, pollame o pesce.Light (fat)
"leggero, light (in grassi)": 50% o meno di grassi rispetto ad un altro alimento scelto come termine di paragone.Light (calories)
"leggero, light (in calorie)": un terzo (1/3) in meno delle calorie di un altro alimento scelto come termine di paragone.High-Fiber
"ricco di fibre": 5 g o più di fibre per porzione.Sugar-Free
"senza zucchero": meno di 0,5 g di zucchero per porzione.Sodium-Free o Salt-Free
: meno di 5 mg di sodio per porzione.Low Sodium
"iposodico": 140 mg o meno di sodio per porzione.Very Low Sodium
"pochissimo sodio": 35 mg o meno di sodio per porzione.Healthy
"salutare", un alimento LOW in grassi, grassi saturi, colesterolo e sodio + contiene almeno il 10% delle Daily Values (dosi quotidiane consigliate) per vitamina A, C, ferro, calcio, proteine o fibre."High", "Rich in" or "Excellent Source"
"alto in", "ricco in" o "fonte eccellente": 20% o più del Daily Value di un dato nutriente per una certa porzione."Less", "Fewer" o "Reduced"
: "meno" o "ridotto contenuto di": almeno il 25% in meno di un dato nutriente o calorie rispetto ad un alimento preso come termine di paragone."Low", "Little", "Few", o "Low Source of"
"basso in" o "fonte scarsa di": una quantità che permette un consumo frequente dell'alimento senza superare il Daily Value (la dose quotidiana consigliata) per il nutriente."Good Source Of", "More" o "Added"
"buona fonte di", "più" o "aggiunta di": l'alimento apporta il 10% o più del Daily Value (dose quotidiana consigliata) per un dato nutriente rispetto ad un altro alimento preso come termine di paragone.Continua a leggere •Commenti
(0)
25-08-2010 • Sherlock Holmes: l'ho riscoperto, Watson
Sto rileggendo un po' di Sherlock Holmes in lingua originale e, ancora, rimango affascinata dalla sua logica.
I am reading Sherlock Holmes again, in English. I am amazed by his logics.

I am reading Sherlock Holmes again, in English. I am amazed by his logics.

The Boscombe Valley Mistery:Leggi tutto il racconto online/Read the story
"It seems, from what I gather, to be one of those simple cases which are so extremely difficult."
"That sounds a little paradoxical."
"But it is profoundly true. Singularity is almost invariably a clue. The more featureless and commonplace a crime is, the more difficult it is to bring it home."
Continua a leggere •Commenti
(0)
23-07-2010 • Ghetto Training n. 7 - Afghanistan
Alle volte il ghetto è grande, grandissimo, quanto un’intera nazione. Ci sono Paesi che non gradiscono o, per cultura, leggi o abitudini, non “digeriscono” la cultura fisica. Uno tra questi: l’Afghanistan, soprattutto l’Afghanistan del regime talebano ma anche l’odierno post-regime.
Il padre del bodybuilding afghano è Bawar Khan Hotak, ex lottatore e capo della federazione. Egli racconta che negli anni ’90, con gli amici, trasformava i rottami dei carrarmati russi in attrezzatura di bodybuilding e costruiva i bilancieri con secchi pieni di cemento.

Durante il dominio dei Talebani furono organizzate gare perché il bodybuilding (maschile) era in teoria "tollerato". Una di queste competizioni ebbe come organizzatore Hotak e sede nel Ghazi Stadium (luogo che era utilizzato per le esecuzioni in pubblico!) con grande successo: gli spettatori lanciarono monetine sul palco in segno di gradimento. Però gli atleti potevano scoprire solo il torace e non erano ammessi i costumi. Inoltre Hotak fu brevemente arrestato perché il lancio delle monetine venne condannato dal regime ultraconservatore come "adorazione di idoli". Agli atleti era richiesto anche di tenere la barba lunga, in televisione erano censurate le riprese delle gare e se venivano mostrati dei culturisti, se ne taceva il nome indicando solo la città o la provincia di provenienza. Caduto il regime talebano, nel 2001, Hotak aprì la Gold’s Gym di Kabul.
Dieci anni dopo, la federazione afghana di bodybuilding riporta che ci sono oltre 1000 palestre, 200 almeno a Kabul, la capitale (ogni giorno frequentate da circa 300 uomini). Nelle strade sottotono di Kabul occhieggiano cartelli con Arnold Schwarzenegger a torso nudo (qui), Jay Cutler, Ronnie Coleman e altri campioni. Ecco: poster, giornali e foto di uomini muscolosissimi in costume da gara sono uno shock culturale in una Nazione dove la maggioranza delle donne si copre da testa a piedi.
Eppure la statistica annovera anche circa 15 palestre per sole donne a Kabul (con un giro di 1500 iscritte). Un progresso: anche le afghane si stanno avventurando (affrancando?) nello sport. Pare che le donne afghane si allenassero già a casa, nascoste, col poco di attrezzatura che potevano trovare.
Nel 2006 Freshta Farah fondò la Afghan Sisters Sport Association, la prima palestra per donne a Kabul. Non è facile fare allenare le donne in un posto dove portano il burka e spesso è successo che le istruttrici della Farah siano state attaccate violentemente. Nell’autunno del 2009 una piccola gara per donne è stata disputata a Kabul e denominata “gara di weightlifting“ invece che di bodybuilding per renderla accettabile alla cultura afghana.
Il padre del bodybuilding afghano è Bawar Khan Hotak, ex lottatore e capo della federazione. Egli racconta che negli anni ’90, con gli amici, trasformava i rottami dei carrarmati russi in attrezzatura di bodybuilding e costruiva i bilancieri con secchi pieni di cemento.
Durante il dominio dei Talebani furono organizzate gare perché il bodybuilding (maschile) era in teoria "tollerato". Una di queste competizioni ebbe come organizzatore Hotak e sede nel Ghazi Stadium (luogo che era utilizzato per le esecuzioni in pubblico!) con grande successo: gli spettatori lanciarono monetine sul palco in segno di gradimento. Però gli atleti potevano scoprire solo il torace e non erano ammessi i costumi. Inoltre Hotak fu brevemente arrestato perché il lancio delle monetine venne condannato dal regime ultraconservatore come "adorazione di idoli". Agli atleti era richiesto anche di tenere la barba lunga, in televisione erano censurate le riprese delle gare e se venivano mostrati dei culturisti, se ne taceva il nome indicando solo la città o la provincia di provenienza. Caduto il regime talebano, nel 2001, Hotak aprì la Gold’s Gym di Kabul.
Dieci anni dopo, la federazione afghana di bodybuilding riporta che ci sono oltre 1000 palestre, 200 almeno a Kabul, la capitale (ogni giorno frequentate da circa 300 uomini). Nelle strade sottotono di Kabul occhieggiano cartelli con Arnold Schwarzenegger a torso nudo (qui), Jay Cutler, Ronnie Coleman e altri campioni. Ecco: poster, giornali e foto di uomini muscolosissimi in costume da gara sono uno shock culturale in una Nazione dove la maggioranza delle donne si copre da testa a piedi.
Eppure la statistica annovera anche circa 15 palestre per sole donne a Kabul (con un giro di 1500 iscritte). Un progresso: anche le afghane si stanno avventurando (affrancando?) nello sport. Pare che le donne afghane si allenassero già a casa, nascoste, col poco di attrezzatura che potevano trovare.
Nel 2006 Freshta Farah fondò la Afghan Sisters Sport Association, la prima palestra per donne a Kabul. Non è facile fare allenare le donne in un posto dove portano il burka e spesso è successo che le istruttrici della Farah siano state attaccate violentemente. Nell’autunno del 2009 una piccola gara per donne è stata disputata a Kabul e denominata “gara di weightlifting“ invece che di bodybuilding per renderla accettabile alla cultura afghana.
Continua a leggere •Commenti
(0)
22-07-2010 • Gianfranco Trapani, Vivere bene e a lungo, Giunti editore, 2010
Che “invecchiare non piace a nessuno” è relativo. Da bambini, la maggioranza dei bambini, aspetta con trepidazione di avere 14, 18, 20 anni e così via... fino a quando il meccanismo si inceppa.
Quale meccanismo?
Quello del corpo e dello spirito che comanda o si rapporta al corpo. Diventiamo scontenti dell'essere vecchi quando "non ci sentiamo più come prima": meno efficienti, meno sani, meno belli.
La colpa è, in parte, dello stile di vita male impostato per quanto riguarda l’alimentazione, l’attività fisica e la prevenzione. Di questo ci avverte l'autore, il dottore Gianfranco Trapani, guardando gli amici coetanei radunati in occasione del suo cinquantesimo compleanno: "Perché alcuni di loro erano sempre uguali a se stessi, mentre altri erano talmente invecchiati da essere irriconoscibili? Perché il tempo su alcune persone lascia un segno così evidente e su altre sembra scorrere senza lasciar traccia?".
Per altra parte, il declino è inesorabile. È una legge della Natura. Nonostante il continuo rinnovo cellulare, dal momento in cui nasciamo cominciamo un lento e inesorabile declino: “… non c’è dubbio però che il tempo vincerà questa battaglia”, sostiene lo stesso Gianfranco.
Questa battaglia può essere combattuta modificando lo stile di vita per vivere meglio, anche se non vinta la guerra finale, e dimostrazione davanti ai miei occhi di quarantenne è lo stesso Gianfranco e i suoi amici Gianni e Giuseppe, citati nel libro, con i quali per qualche anno mi sono trovata a frequentare il medesimo centro fitness.
Avevo già intuito qualcosa osservandoli e scambiando con loro qualche parere, ma la conferma mi è arrivata da questo libro, quando leggo che Gianni è solito dire: "Proprio quando non hai tempo per fare sport devi trovarlo. Questo è il momento nel quale ne hai più bisogno. Non puoi arrivare a cinquant’anni e non riuscire a dedicare a te stesso due ore ogni due giorni". Infatti si allena alle 8 di mattina, primo ad entrare in palestra, per poi correre al lavoro. Sempre Gianni ha questo motto: “Morire sani è una gran fatica, ma sicuramente serve a vivere bene”. Lapalissiano ma concreto, come il sudore versato correndo sul tapis roulant e la lucidità di pensiero abbinata ad una bella forma fisica conservata a cinquant’anni grazie a questa filosofia dell’invecchiare bene e tanto impegno.
Del libro “Vivere bene e a lungo” sono molte le cose che mi piacciono.
La prima è appunto l’affermazione intelligente e liberatoria che “rifiutare il passare del tempo è segno di immaturità”. L’ho scritto, tutto d’un fiato, fa male, non piace a nessuno, ma occorre prenderne atto. Ammesso questo, abbiamo la base di partenza per iniziare a gestire (o tentare di gestire) questo invecchiamento senza che mentre “cresci dentro”, “la vita ti spelacchia fuori”.
Come agire? Altro aspetto che mi piace dell’approccio dell’autore: lavorando a migliorare alimentazione, attività fisica e atteggiamento mentale. Per quest’ultimo, un altro grande consiglio: a cinquanta anni per il nostro benessere occorre dare priorità e stabilire gerarchie nelle cose da fare (famiglia, lavoro, se stessi, rapporti con gli altri), avere il coraggio di un sano "egoismo quotidiano" (quello che vedo manca perfino a mamme trentenni o quarantenni).
Su come comportarsi per alimentazione e allenamento, Gianfranco spiega con semplicità e precisione oltre ad una grande attenzione agli ultimi aggiornamenti in materia. Rigore scientifico senza terrorismo culturale, nella migliore tradizione giornalistica "alla Piero Angela".
Un'altra cosa che mi piace di questo libro e di questo autore?
L’intelligenza di imparare e rivolgersi agli altri anche essendo un medico e perfino di quelli molto bravi! Ad esempio, per la parte sull’attività sportiva ha chiesto la mia consulenza (paragrafi su stretching e ginnastica con i pesi).
Sono poche le persone che quando si pongono delle domande, le risposte prendono la forma di un libro e sanno dare voce a più apporti in quel libro. Anche di questo voglio ringraziare Gianfranco Trapani.
Sono poche le persone che riescono ad essere presenti in modo attivo e a cogliere le occasioni (pure quella di scrivere un libro per condividere verità che spesso non si ha voglia di ascoltare). “Bisogna allungare la gamba, quando passa la palla”. Anche questo ce lo ha insegnato, in palestra, l'amico Gianni.

Gianfranco Trapani, Vivere bene e a lungo, Giunti editore, 2010
Quale meccanismo?
Quello del corpo e dello spirito che comanda o si rapporta al corpo. Diventiamo scontenti dell'essere vecchi quando "non ci sentiamo più come prima": meno efficienti, meno sani, meno belli.
La colpa è, in parte, dello stile di vita male impostato per quanto riguarda l’alimentazione, l’attività fisica e la prevenzione. Di questo ci avverte l'autore, il dottore Gianfranco Trapani, guardando gli amici coetanei radunati in occasione del suo cinquantesimo compleanno: "Perché alcuni di loro erano sempre uguali a se stessi, mentre altri erano talmente invecchiati da essere irriconoscibili? Perché il tempo su alcune persone lascia un segno così evidente e su altre sembra scorrere senza lasciar traccia?".
Per altra parte, il declino è inesorabile. È una legge della Natura. Nonostante il continuo rinnovo cellulare, dal momento in cui nasciamo cominciamo un lento e inesorabile declino: “… non c’è dubbio però che il tempo vincerà questa battaglia”, sostiene lo stesso Gianfranco.
Questa battaglia può essere combattuta modificando lo stile di vita per vivere meglio, anche se non vinta la guerra finale, e dimostrazione davanti ai miei occhi di quarantenne è lo stesso Gianfranco e i suoi amici Gianni e Giuseppe, citati nel libro, con i quali per qualche anno mi sono trovata a frequentare il medesimo centro fitness.
Avevo già intuito qualcosa osservandoli e scambiando con loro qualche parere, ma la conferma mi è arrivata da questo libro, quando leggo che Gianni è solito dire: "Proprio quando non hai tempo per fare sport devi trovarlo. Questo è il momento nel quale ne hai più bisogno. Non puoi arrivare a cinquant’anni e non riuscire a dedicare a te stesso due ore ogni due giorni". Infatti si allena alle 8 di mattina, primo ad entrare in palestra, per poi correre al lavoro. Sempre Gianni ha questo motto: “Morire sani è una gran fatica, ma sicuramente serve a vivere bene”. Lapalissiano ma concreto, come il sudore versato correndo sul tapis roulant e la lucidità di pensiero abbinata ad una bella forma fisica conservata a cinquant’anni grazie a questa filosofia dell’invecchiare bene e tanto impegno.
Del libro “Vivere bene e a lungo” sono molte le cose che mi piacciono.
La prima è appunto l’affermazione intelligente e liberatoria che “rifiutare il passare del tempo è segno di immaturità”. L’ho scritto, tutto d’un fiato, fa male, non piace a nessuno, ma occorre prenderne atto. Ammesso questo, abbiamo la base di partenza per iniziare a gestire (o tentare di gestire) questo invecchiamento senza che mentre “cresci dentro”, “la vita ti spelacchia fuori”.
Come agire? Altro aspetto che mi piace dell’approccio dell’autore: lavorando a migliorare alimentazione, attività fisica e atteggiamento mentale. Per quest’ultimo, un altro grande consiglio: a cinquanta anni per il nostro benessere occorre dare priorità e stabilire gerarchie nelle cose da fare (famiglia, lavoro, se stessi, rapporti con gli altri), avere il coraggio di un sano "egoismo quotidiano" (quello che vedo manca perfino a mamme trentenni o quarantenni).
Su come comportarsi per alimentazione e allenamento, Gianfranco spiega con semplicità e precisione oltre ad una grande attenzione agli ultimi aggiornamenti in materia. Rigore scientifico senza terrorismo culturale, nella migliore tradizione giornalistica "alla Piero Angela".
Un'altra cosa che mi piace di questo libro e di questo autore?
L’intelligenza di imparare e rivolgersi agli altri anche essendo un medico e perfino di quelli molto bravi! Ad esempio, per la parte sull’attività sportiva ha chiesto la mia consulenza (paragrafi su stretching e ginnastica con i pesi).
Sono poche le persone che quando si pongono delle domande, le risposte prendono la forma di un libro e sanno dare voce a più apporti in quel libro. Anche di questo voglio ringraziare Gianfranco Trapani.
Sono poche le persone che riescono ad essere presenti in modo attivo e a cogliere le occasioni (pure quella di scrivere un libro per condividere verità che spesso non si ha voglia di ascoltare). “Bisogna allungare la gamba, quando passa la palla”. Anche questo ce lo ha insegnato, in palestra, l'amico Gianni.

Gianfranco Trapani, Vivere bene e a lungo, Giunti editore, 2010
Continua a leggere •Commenti
(0)
29-06-2010 • High-Fructose Corn Syrup <--> Sciroppo di glucosio fruttosio
High-Fructose Corn Syrup <--> Sciroppo di glucosio fruttosio, isoglucosio, sciroppo di mais ad alto contenuto di fruttosio o HFC
Continua a leggere •Commenti
(0)
Nuovi post nel forum:
| 14-03 13:58 | Esercizi - Dorsali - Lat Pulldown |
| 13-03 12:07 | Esercizi - Addome - Crunch |
| 13-03 10:55 | Che esercizi addominali fare? |
| 13-03 10:53 | Quanto spesso allenarmi? |
| 26-01 18:56 | Responsabilità del personal trainer |
Online : 0 iscritti, 5 ospiti












