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23-01-2010 • ZanTip. Io e i dizionari.
Io e i dizionari.
Ho sempre adorato i dizionari: di Italiano, di Inglese, di Latino, di Greco, illustrati, su carta dimensioni mattone (quando, da adolescente, li avevi sottobraccio in pullman era ovvio che quella mattina avevi compito in classe) o elettronici.
Ne ho acquistati sempre tanti, soprattutto di Inglese, felice che una giustificazione professionale (la mia attività di traduttrice) mi permettesse di raccoglierne in quantità. Poi, con Internet, ho navigato spesso tra glossari e dizionari online, perdendomi per ore.
Infatti non ho mai capito (e mi è rimasta sempre impressa) la frase di Elio Vittorini nel Primo Capitolo di Conversazione in Sicilia: “Ero agitato da astratti furori, non nel sangue, ed ero quieto, non avevo voglia di nulla. Non mi importava che la mia ragazza mi aspettasse; raggiungerla o no, o sfogliare un dizionario era per me lo stesso”. Paragonare ad apatia lo sfogliare un dizionario proprio non lo capisco. Io alle volte mi addormento sfogliandolo, la sera, lo appoggio sul comodino, appagata degli universi di vocaboli e di sapere che ha aperto alla mia mente e alla mia capacità onirica. In un dizionario ci sono in potenza tutti i libri dell’umanità. Devo ammettere che mi sento sempre un po' strana, in questo amore per i dizionari, per colpa di quell'accostamento di Vittorini ad apatia e raccolte lessicografiche.
Un dizionario è un trampolino di lancio: una sconfinata cassetta degli attrezzi non solo per chi come me lavora con le parole, ma anche per vivere nella propria epoca, per rileggere i messaggi di epoche passate, per navigare nell'iperspazio del Web. Volendo, un dizionario è un'armeria, dal momento che le parole possono essere anche pietre.
Ogni occasione per usare meglio questi strumenti o queste armi, per affinarle, per ampliarle, è da sfruttare.
Ho utilizzato fin dalle prime versioni Babylon, ma ultimamente un meccanismo di vendita di licenze un po’ troppo avido mi sta allontanando da questo software proprietario. Grazie al Blog di Luisa Carrada ho scoperto ieri mattina Zantip. In pratica un Babylon di alto livello, gratuito e garantito nella correttezza compilativa da una delle case lessicografiche che hanno sviluppato la lingua italiana. Scusate se è poco.
ZanTip è implementato su questo sito. Facendo due click veloci sulla parola di cui non sapete il significato in Italiano o la traduzione in Inglese, determinate l'apertura di una finestra con le voci lessicografiche.
Se volete implementarlo sul vostro sito, leggete qui.
Ho sempre adorato i dizionari: di Italiano, di Inglese, di Latino, di Greco, illustrati, su carta dimensioni mattone (quando, da adolescente, li avevi sottobraccio in pullman era ovvio che quella mattina avevi compito in classe) o elettronici.
Ne ho acquistati sempre tanti, soprattutto di Inglese, felice che una giustificazione professionale (la mia attività di traduttrice) mi permettesse di raccoglierne in quantità. Poi, con Internet, ho navigato spesso tra glossari e dizionari online, perdendomi per ore.
Vittorini e l’apatia manifestata nello sfogliare un dizionario
Infatti non ho mai capito (e mi è rimasta sempre impressa) la frase di Elio Vittorini nel Primo Capitolo di Conversazione in Sicilia: “Ero agitato da astratti furori, non nel sangue, ed ero quieto, non avevo voglia di nulla. Non mi importava che la mia ragazza mi aspettasse; raggiungerla o no, o sfogliare un dizionario era per me lo stesso”. Paragonare ad apatia lo sfogliare un dizionario proprio non lo capisco. Io alle volte mi addormento sfogliandolo, la sera, lo appoggio sul comodino, appagata degli universi di vocaboli e di sapere che ha aperto alla mia mente e alla mia capacità onirica. In un dizionario ci sono in potenza tutti i libri dell’umanità. Devo ammettere che mi sento sempre un po' strana, in questo amore per i dizionari, per colpa di quell'accostamento di Vittorini ad apatia e raccolte lessicografiche.
Dizionario: armeria o cassetta degli attrezzi
Un dizionario è un trampolino di lancio: una sconfinata cassetta degli attrezzi non solo per chi come me lavora con le parole, ma anche per vivere nella propria epoca, per rileggere i messaggi di epoche passate, per navigare nell'iperspazio del Web. Volendo, un dizionario è un'armeria, dal momento che le parole possono essere anche pietre.
Ogni occasione per usare meglio questi strumenti o queste armi, per affinarle, per ampliarle, è da sfruttare.
Bye bye, Babylon. Ben trovato, ZanTip!
Ho utilizzato fin dalle prime versioni Babylon, ma ultimamente un meccanismo di vendita di licenze un po’ troppo avido mi sta allontanando da questo software proprietario. Grazie al Blog di Luisa Carrada ho scoperto ieri mattina Zantip. In pratica un Babylon di alto livello, gratuito e garantito nella correttezza compilativa da una delle case lessicografiche che hanno sviluppato la lingua italiana. Scusate se è poco.
ZanTip è implementato su questo sito. Facendo due click veloci sulla parola di cui non sapete il significato in Italiano o la traduzione in Inglese, determinate l'apertura di una finestra con le voci lessicografiche.
Se volete implementarlo sul vostro sito, leggete qui.
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20-01-2010 • "Orange Roughy" --> Pesce Specchio atlantico

Spesso negli articoli statunitensi i campioni di body building raccontano di mangiare un pesce il cui nome, in inglese è "Orange roughy” (oppure red roughy, o deep sea perch). Un nome che letteralmente significa “squamoso e arancione” infatti è caratterizzato dalle squame ruvide e dal colore arancione rossastro quando è vivo (una volta pescato diventa giallo arancio).
Perché è tanto utilizzato dagli IFBB Pro e dai nutrizionisti professionisti negli USA?
Il suo grasso è perlopiù sotto la pelle e facile da rimuovere.
Il contenuto di sodio è basso e questo lo rende adatto nel pre-gara.
Il sapore è delicatissimo, secondo Jay Cutler “non sa di pesce come gli altri pesci".
Difficilissimo se non impossibile da trovare in pescheria perché è tra le specie oceaniche di profondità segnalate da animalisti (WWF per primo).
Ne è sconsigliato l'uso in quanto specie pressoché protetta oltre che pescata con un metodo inaccettabile per preservare l’ambiente marino: setacciando e distruggendo il fondale marino. Infatti lo Specchio atlantico è un pesce che vive nel mare profondo (da 200 a 500 m) intorno a montagne o vulcani marini. Ha una durata di vita lunghissima (oltre i 100 anni), raggiunge la maturità sessuale tardi e non si riproduce molto facilmente.

Gli USA ne sono dei forti consumatori ma anche là è importato (molto dagli allevamenti ittici della Nuova Zelanda) e venduto congelato oppure sottovuoto.
Calorie: 75,6 Kcal
Proteine: 16 g
Carboidrati: 0,0 g
Grassi totali: 0,76g
Fibre: 0,0 g
*Fonte eccellente di selenio (39,7 mcg) e vitamina B12 (1,96 mcg); buona fonte di niacina (3 mg).
Spesso negli articoli statunitensi i campioni di body building raccontano di mangiare un pesce il cui nome, in inglese è "Orange roughy” (oppure red roughy, o deep sea perch). Un nome che letteralmente significa “squamoso e arancione” infatti è caratterizzato dalle squame ruvide e dal colore arancione rossastro quando è vivo (una volta pescato diventa giallo arancio).
Perché è tanto utilizzato dagli IFBB Pro e dai nutrizionisti professionisti negli USA?
Jay Cutler acquista l'Orange Roughy settimanale al Costco
Vantaggi per la dieta del culturista dell'Orange roughy
Alcuni pesci a carne bianca, come l’Orange Roughy, possiedono la capacità di favorire il metabolismo dei grassi. Il meccanismo esatto non è noto ma deve essere collegato al contenuto di olii estremamente potenti.Il suo grasso è perlopiù sotto la pelle e facile da rimuovere.
Il contenuto di sodio è basso e questo lo rende adatto nel pre-gara.
Il sapore è delicatissimo, secondo Jay Cutler “non sa di pesce come gli altri pesci".
Effetti collaterali del pesce Specchio atlantico
Mangiando più di 230 g di Orange roughy potete avere diarrea come effetto collaterale.Ma come si chiama l'Orange roughy in italiano e, soprattutto, qual è dal pescivendolo?
È l’Hoplostethus atlanticus, nome volgare “pesce specchio atlantico”.Difficilissimo se non impossibile da trovare in pescheria perché è tra le specie oceaniche di profondità segnalate da animalisti (WWF per primo).
Ne è sconsigliato l'uso in quanto specie pressoché protetta oltre che pescata con un metodo inaccettabile per preservare l’ambiente marino: setacciando e distruggendo il fondale marino. Infatti lo Specchio atlantico è un pesce che vive nel mare profondo (da 200 a 500 m) intorno a montagne o vulcani marini. Ha una durata di vita lunghissima (oltre i 100 anni), raggiunge la maturità sessuale tardi e non si riproduce molto facilmente.
Gli USA ne sono dei forti consumatori ma anche là è importato (molto dagli allevamenti ittici della Nuova Zelanda) e venduto congelato oppure sottovuoto.
Cottura dello Specchio atlantico
Non va mai cotto troppo, qualsiasi sia la preparazione culinaria. È pronto quando la carne è diventata opaca ma è ancora umida all'interno.Informazioni nutrizionali
Per 84,9 g di pesce Specchio atlantico cottoCalorie: 75,6 Kcal
Proteine: 16 g
Carboidrati: 0,0 g
Grassi totali: 0,76g
Fibre: 0,0 g
*Fonte eccellente di selenio (39,7 mcg) e vitamina B12 (1,96 mcg); buona fonte di niacina (3 mg).
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18-01-2010 • Quanto tempo occorre per tornare al peso di partenza dopo il parto?
È una domanda che mi è stata fatta proprio stamani nello spogliatoio della palestra da una ragazza.
“Dopo quanto sei tornata magra?”
Le ho chiesto se avesse avuto un bimbo da poco e mi ha risposto di no, ma sta programmando una gravidanza.
La sua domanda è interessante.
Giusto preoccuparsi prima. Alimentazione corretta e attività fisica costante sono sempre il fondamento e lo iniziano ad essere da prima della vostra gravidanza.
Senz’altro vanno rassicurate tutte le future mamme che il peso in gravidanza aumenterà per forza e che non devono fare niente per contrastarlo. Devono evitare ovviamente di utilizzare la gravidanza come una scusa e un lasciapassare per trascurare il proprio corpo e mangiare di tutto!
Anche se è vero che il tempo necessario per tornare “al punto di partenza” è soggettivo, ci sono alcune considerazioni che valgono per tutte le donne.
Le tappe della perdita del peso della gravidanza sono strettamente regolate dalla Natura prima che dai vostri sforzi di dieta ed allenamento.
Anzitutto se la neomamma sceglie l'allattamento al seno, l'assetto ormonale non è favorevole all'aspetto estetico... almeno secondo i canoni di magrezza apprezzati dalla nostra civiltà. Se continuate ad allattare, il peso in più permane perché l’allattamento richiede un ingrandimento della ghiandola mammaria (quindi più pesante), più fluidi in circolo e uno stoccaggio energetico per la produzione del latte.
Dall’altro lato l’allattamento aiuta a dimagrire se l’alimentazione è equilibrata e si riesce a creare un leggero deficit tra calorie assunte e calorie consumate.
In generale la prima metà del peso assunto in gravidanza è perso col parto. Già a 4 mesi dal parto vi rimane addosso non solo il grasso in più (ipotizzando che sia un 25-40%), ma anche fluidi e tessuti magri connessi alla gravidanza e all’allattamento (in ragione di un 60-75%). Ancora una volta la bilancia non vi fornisce informazioni utili (dicendovi solo che siete pesanti e portandovi a pensare che sia dovuto al grasso e basta) e diventa fonte di frustrazioni inutili.
Il primo segnale di “sblocco” (anche se non necessariamente accompagnato da un calo di peso) è il capoparto, cioè la ripresa delle mestruazioni. Questa ripresa è variabile, da pochi mesi dopo il parto fino anche ad un anno. Nel frattempo avrete notato che dopo le primissime settimane, la perdita di peso si è assestata e fastidiosamente inchiodata a non più di un mezzo chilogrammo settimanale. Va bene così. L’arrivo del capoparto permetterà al vostro corpo di riprendere una trasformazione più rapida.
Moltissime donne che hanno già avuto figli fanno “terrorismo”. Sostengono che dopo il parto è pressoché impossibile tornare in forma e che ad ogni parto la situazione si aggrava.
Niente di più sbagliato.
In pratica l’intero e-book Mamme in Forma è stato animato dal mio desiderio di farvi sapere CHE NON È COSÌ e spiegarvi come fare.
“Dopo quanto sei tornata magra?”
Le ho chiesto se avesse avuto un bimbo da poco e mi ha risposto di no, ma sta programmando una gravidanza.
La sua domanda è interessante.
Giusto preoccuparsi prima. Alimentazione corretta e attività fisica costante sono sempre il fondamento e lo iniziano ad essere da prima della vostra gravidanza.
Senz’altro vanno rassicurate tutte le future mamme che il peso in gravidanza aumenterà per forza e che non devono fare niente per contrastarlo. Devono evitare ovviamente di utilizzare la gravidanza come una scusa e un lasciapassare per trascurare il proprio corpo e mangiare di tutto!
Anche se è vero che il tempo necessario per tornare “al punto di partenza” è soggettivo, ci sono alcune considerazioni che valgono per tutte le donne.
Le tappe della perdita del peso della gravidanza sono strettamente regolate dalla Natura prima che dai vostri sforzi di dieta ed allenamento.
Anzitutto se la neomamma sceglie l'allattamento al seno, l'assetto ormonale non è favorevole all'aspetto estetico... almeno secondo i canoni di magrezza apprezzati dalla nostra civiltà. Se continuate ad allattare, il peso in più permane perché l’allattamento richiede un ingrandimento della ghiandola mammaria (quindi più pesante), più fluidi in circolo e uno stoccaggio energetico per la produzione del latte.
Dall’altro lato l’allattamento aiuta a dimagrire se l’alimentazione è equilibrata e si riesce a creare un leggero deficit tra calorie assunte e calorie consumate.
In generale la prima metà del peso assunto in gravidanza è perso col parto. Già a 4 mesi dal parto vi rimane addosso non solo il grasso in più (ipotizzando che sia un 25-40%), ma anche fluidi e tessuti magri connessi alla gravidanza e all’allattamento (in ragione di un 60-75%). Ancora una volta la bilancia non vi fornisce informazioni utili (dicendovi solo che siete pesanti e portandovi a pensare che sia dovuto al grasso e basta) e diventa fonte di frustrazioni inutili.
Il primo segnale di “sblocco” (anche se non necessariamente accompagnato da un calo di peso) è il capoparto, cioè la ripresa delle mestruazioni. Questa ripresa è variabile, da pochi mesi dopo il parto fino anche ad un anno. Nel frattempo avrete notato che dopo le primissime settimane, la perdita di peso si è assestata e fastidiosamente inchiodata a non più di un mezzo chilogrammo settimanale. Va bene così. L’arrivo del capoparto permetterà al vostro corpo di riprendere una trasformazione più rapida.
Moltissime donne che hanno già avuto figli fanno “terrorismo”. Sostengono che dopo il parto è pressoché impossibile tornare in forma e che ad ogni parto la situazione si aggrava.
Niente di più sbagliato.
In pratica l’intero e-book Mamme in Forma è stato animato dal mio desiderio di farvi sapere CHE NON È COSÌ e spiegarvi come fare.
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17-01-2010 • Quando ricominciare ad allenarsi dopo il parto?
Mi ricordo che io dovetti attendere 15 giorni (tra l’altro pochi!) per ricominciare ad allenarmi dopo il parto semplicemente perché mia mamma era venuta a casa mia per le prime due settimane e, con una veduta un po' antiquata, temeva potessi farmi del male o, con l'allattamento al seno, "sciupare il latte" riprendendo con gli esercizi. Così feci finta di non ricominciare l’allenamento e, appena se ne fu andata tornando nella sua città, ripresi a sua insaputa l'attività fisica in palestra.
Circa sei settimane dopo il parto (grosso modo a quaranta giorni dalla nascita del bambino) farete un controllo dal ginecologo e, se tutto a posto, potrete iniziare a riprendere l’attività fisica.
In linea di massima è possibile ricominciare dopo tre settimane.
Nel caso di un parto vaginale senza alcuna complicazione, come il mio, anche dopo due settimane.
Per un cesareo, la buona norma è attendere che i punti siano rimarginati: almeno 4-6 settimane.
Vari studi (e forse l’esperienza nell’ascoltare un’amica appena diventata mamma) confermano che dopo il parto le donne si sentono più grasse e meno soddisfatte del peso e della linea. Preoccupazioni accantonate invece in gravidanza.
Siate consapevoli che il puerperio, anche se fisiologico, sarà un periodo particolare, durante il quale vi trovate in bilico tra la vecchia figura di donna e la nuova di madre psicologicamente ma anche, di fatto, fisicamente.
Il fitness potrà aiutarvi molto per saperle conciliare al meglio.
Come allenarvi, quale intensità utilizzare e quali discipline scegliere, come trovare il tempo per la cura personale durante le primissime settimane con il bambino, qualche idea per riprendere la forma facendo attività all’aperto o in casa col piccolino, insieme a tante altre informazioni sul fitness mese dopo mese della gravidanza (ma non solo, anche prima e dopo) le potete trovare sul mio e-book Mamme in Forma.
Circa sei settimane dopo il parto (grosso modo a quaranta giorni dalla nascita del bambino) farete un controllo dal ginecologo e, se tutto a posto, potrete iniziare a riprendere l’attività fisica.
Quando riprendere lo sport dipende dal genere di parto che avete fatto.
In linea di massima è possibile ricominciare dopo tre settimane.
Nel caso di un parto vaginale senza alcuna complicazione, come il mio, anche dopo due settimane.
Per un cesareo, la buona norma è attendere che i punti siano rimarginati: almeno 4-6 settimane.
Perché è importante riprendere quanto prima lo sport dopo il parto?
Vari studi (e forse l’esperienza nell’ascoltare un’amica appena diventata mamma) confermano che dopo il parto le donne si sentono più grasse e meno soddisfatte del peso e della linea. Preoccupazioni accantonate invece in gravidanza.
Il puerperio è una fase delicata
Siate consapevoli che il puerperio, anche se fisiologico, sarà un periodo particolare, durante il quale vi trovate in bilico tra la vecchia figura di donna e la nuova di madre psicologicamente ma anche, di fatto, fisicamente.
Il fitness potrà aiutarvi molto per saperle conciliare al meglio.
Come allenarvi, quale intensità utilizzare e quali discipline scegliere, come trovare il tempo per la cura personale durante le primissime settimane con il bambino, qualche idea per riprendere la forma facendo attività all’aperto o in casa col piccolino, insieme a tante altre informazioni sul fitness mese dopo mese della gravidanza (ma non solo, anche prima e dopo) le potete trovare sul mio e-book Mamme in Forma.
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17-01-2010 • Angels Also Work Out.
Why is it wherever you find a heart and a will, you can also find a rusty barbell and an old bench?
Heartfelt people also have the same warrior mentality that bodybuilders have. Aside from their physique - NYFD World Trade Center Fire Fighters all are bodybuilders even if their shirt sleeves aren’t stretched by bulging biceps. They are bodybuilders in their mind, in their heart, and in their 24 hour commitment. There is no definite time to be bodybuilder, as there is no definite time to be a firefighter. You just simply are, all day long, for a lifetime. Restlessly. What could be the meaning of this gym at Ground Zero NYFD Headquarters? Strength, especially explosive strength, and endurance are required in all emergencies that fire fighters encounter when helping people: to bash in a door, to hoist burdens, to clear out buildings carrying the wounded in their arms.
This is the reason why NYFD organized a special Health and Fitness Unit.
I went upstairs to the second storey of the headquarters to pray in front of Ground Zero. I first had to pass through the gym as I climbed to the roof overlooking that huge scar that once was the Twin Towers, and was amazed to run into a gym there. Yet there it was – a dusty one, maybe it was the same September 11 dust … a dust forever there, dust particles which weigh like boulders. This was the fire fighters gym. It looked like an anteroom, or better, a Purgatory before the Hell I was about to stare at. Downstairs were our angels. They were ready to help whoever was in emergency, 24 hours a day, all their lifetime, warriors for ever.
Angels also work out. The angels and the devil, the good and the ugly, the honest and the dishonest, we all reach for, and grip, the same barbells and dumbbells.
Heartfelt people also have the same warrior mentality that bodybuilders have. Aside from their physique - NYFD World Trade Center Fire Fighters all are bodybuilders even if their shirt sleeves aren’t stretched by bulging biceps. They are bodybuilders in their mind, in their heart, and in their 24 hour commitment. There is no definite time to be bodybuilder, as there is no definite time to be a firefighter. You just simply are, all day long, for a lifetime. Restlessly. What could be the meaning of this gym at Ground Zero NYFD Headquarters? Strength, especially explosive strength, and endurance are required in all emergencies that fire fighters encounter when helping people: to bash in a door, to hoist burdens, to clear out buildings carrying the wounded in their arms.
This is the reason why NYFD organized a special Health and Fitness Unit.
I went upstairs to the second storey of the headquarters to pray in front of Ground Zero. I first had to pass through the gym as I climbed to the roof overlooking that huge scar that once was the Twin Towers, and was amazed to run into a gym there. Yet there it was – a dusty one, maybe it was the same September 11 dust … a dust forever there, dust particles which weigh like boulders. This was the fire fighters gym. It looked like an anteroom, or better, a Purgatory before the Hell I was about to stare at. Downstairs were our angels. They were ready to help whoever was in emergency, 24 hours a day, all their lifetime, warriors for ever.
Angels also work out. The angels and the devil, the good and the ugly, the honest and the dishonest, we all reach for, and grip, the same barbells and dumbbells.
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