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Di Rossella Pruneti
Io e i dizionari.
Ho sempre adorato i dizionari: di Italiano, di Inglese, di Latino, di Greco, illustrati, su carta dimensioni mattone (quando, da adolescente, li avevi sottobraccio in pullman era ovvio che quella mattina avevi compito in classe) o elettronici.
Ne ho acquistati sempre tanti, soprattutto di Inglese, felice che una giustificazione professionale (la mia attività di traduttrice) mi permettesse di raccoglierne in quantità. Poi, con Internet, ho navigato spesso tra glossari e dizionari online, perdendomi per ore.
Infatti non ho mai capito (e mi è rimasta sempre impressa) la frase di Elio Vittorini nel Primo Capitolo di Conversazione in Sicilia: “Ero agitato da astratti furori, non nel sangue, ed ero quieto, non avevo voglia di nulla. Non mi importava che la mia ragazza mi aspettasse; raggiungerla o no, o sfogliare un dizionario era per me lo stesso”. Paragonare ad apatia lo sfogliare un dizionario proprio non lo capisco. Io alle volte mi addormento sfogliandolo, la sera, lo appoggio sul comodino, appagata degli universi di vocaboli e di sapere che ha aperto alla mia mente e alla mia capacità onirica. In un dizionario ci sono in potenza tutti i libri dell’umanità. Devo ammettere che mi sento sempre un po' strana, in questo amore per i dizionari, per colpa di quell'accostamento di Vittorini ad apatia e raccolte lessicografiche.
Un dizionario è un trampolino di lancio: una sconfinata cassetta degli attrezzi non solo per chi come me lavora con le parole, ma anche per vivere nella propria epoca, per rileggere i messaggi di epoche passate, per navigare nell'iperspazio del Web. Volendo, un dizionario è un'armeria, dal momento che le parole possono essere anche pietre.
Ogni occasione per usare meglio questi strumenti o queste armi, per affinarle, per ampliarle, è da sfruttare.
Ho utilizzato fin dalle prime versioni Babylon, ma ultimamente un meccanismo di vendita di licenze un po’ troppo avido mi sta allontanando da questo software proprietario. Grazie al Blog di Luisa Carrada ho scoperto ieri mattina Zantip. In pratica un Babylon di alto livello, gratuito e garantito nella correttezza compilativa da una delle case lessicografiche che hanno sviluppato la lingua italiana. Scusate se è poco.
ZanTip è implementato su questo sito. Facendo due click veloci sulla parola di cui non sapete il significato in Italiano o la traduzione in Inglese, determinate l'apertura di una finestra con le voci lessicografiche.
Se volete implementarlo sul vostro sito, leggete qui.
zantip, luisa carrada, zanichelliHo sempre adorato i dizionari: di Italiano, di Inglese, di Latino, di Greco, illustrati, su carta dimensioni mattone (quando, da adolescente, li avevi sottobraccio in pullman era ovvio che quella mattina avevi compito in classe) o elettronici.
Ne ho acquistati sempre tanti, soprattutto di Inglese, felice che una giustificazione professionale (la mia attività di traduttrice) mi permettesse di raccoglierne in quantità. Poi, con Internet, ho navigato spesso tra glossari e dizionari online, perdendomi per ore.
Vittorini e l’apatia manifestata nello sfogliare un dizionario
Infatti non ho mai capito (e mi è rimasta sempre impressa) la frase di Elio Vittorini nel Primo Capitolo di Conversazione in Sicilia: “Ero agitato da astratti furori, non nel sangue, ed ero quieto, non avevo voglia di nulla. Non mi importava che la mia ragazza mi aspettasse; raggiungerla o no, o sfogliare un dizionario era per me lo stesso”. Paragonare ad apatia lo sfogliare un dizionario proprio non lo capisco. Io alle volte mi addormento sfogliandolo, la sera, lo appoggio sul comodino, appagata degli universi di vocaboli e di sapere che ha aperto alla mia mente e alla mia capacità onirica. In un dizionario ci sono in potenza tutti i libri dell’umanità. Devo ammettere che mi sento sempre un po' strana, in questo amore per i dizionari, per colpa di quell'accostamento di Vittorini ad apatia e raccolte lessicografiche.
Dizionario: armeria o cassetta degli attrezzi
Un dizionario è un trampolino di lancio: una sconfinata cassetta degli attrezzi non solo per chi come me lavora con le parole, ma anche per vivere nella propria epoca, per rileggere i messaggi di epoche passate, per navigare nell'iperspazio del Web. Volendo, un dizionario è un'armeria, dal momento che le parole possono essere anche pietre.
Ogni occasione per usare meglio questi strumenti o queste armi, per affinarle, per ampliarle, è da sfruttare.
Bye bye, Babylon. Ben trovato, ZanTip!
Ho utilizzato fin dalle prime versioni Babylon, ma ultimamente un meccanismo di vendita di licenze un po’ troppo avido mi sta allontanando da questo software proprietario. Grazie al Blog di Luisa Carrada ho scoperto ieri mattina Zantip. In pratica un Babylon di alto livello, gratuito e garantito nella correttezza compilativa da una delle case lessicografiche che hanno sviluppato la lingua italiana. Scusate se è poco.
ZanTip è implementato su questo sito. Facendo due click veloci sulla parola di cui non sapete il significato in Italiano o la traduzione in Inglese, determinate l'apertura di una finestra con le voci lessicografiche.
Se volete implementarlo sul vostro sito, leggete qui.
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